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Gli sguardi intensi oltre che a sfiorarmi mi svestivano ed ogni momento somigliava a quello dell’eccitazione provocata da esperte mani.

Lui le teneva a posto e temeva di fare il primo passo, anche se era pienamente consapevole del fatto che avrei voluto farmi scopare.
Lo convinsi a farmi invitare per un caffè e lui come preso da una strana forma di vivacità improvvisa acconsentì sorridendo.

Insieme camminammo sino a quel bar del centro rimanendogli praticamente al suo fianco  sfiorandogli  il  corpo con il mio.
Lo desideravo e lui desiderava me, ma temeva le conseguenze, per questo i suoi tentennamenti si prolungavano.

Ad un tratto tutto cambiò. Mi propose di prendere quel caffè a casa sua ed io accettai.

Giunti in casa  mi strinse forte e baciò il mio collo e poi la mia bocca. Mi tolse i vestiti e mi portò nel suo letto per  baciarmi ancora.
Sostò a lungo tra le mie gambe ed assaporò ogni sensazione che era capace di provocarmi. Ansimavo per i percorsi della sua lingua instancabile.   Prepotente frugava e si muoveva vogliosa nella mia fica.

Fu il momento che giunse dopo che desideravo da tanto tempo, direi sin dalla prima volta che lo avevo incontrato:  quello di  fargli un pompino.
Lo presi in mano e lo leccai lungo l’asta vedendolo crescere sempre di più. Lo presi in bocca e avidamente lo succhiai, lo leccai.
Lo prendevo tutto in bocca prima di farlo uscire per poi riappropriarmene sempre più velocemente. A tratti rallentavo la presa passandogli sopra le mie labbra socchiuse e leccando tutto intorno, e poi lungo tutto il cazzo e poi ancora dentro e fuori la mia bocca sino a godere della sfrenata esibizione del suo irrefrenabile piacere.

Penso ancora adesso alla sua lingua che senza sosta e senza scampo infuoca la mia fica.

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